04 Febbraio 2012

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SERBIA: MORTO PATRIARCA PAVLE, 3 GIORNI LUTTO NAZIONALE

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(di Dragan Petrovic) (ANSA) - BELGRADO, 15 NOV - Il patriarca della chiesa ortodossa serba, Mgr Pavle, e' morto oggi a Belgrado all'eta' di 95 anni. Pavle - che era alla guida della chiesa serba dal 1990 - e' deceduto nell'ospedale militare di Belgrado dove era ricoverato da due anni per varie malattie. Il governo serbo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, a partire da domani. La scomparsa di Pavle e' una ''grande perdita per il popolo serbo'', ha commentato il presidente Boris Tadic, che ha sottolineato come il ''Patriarca Pavle godesse di un immenso rispetto da parte di tutto il mondo cristiano, stimato dal Patriarca Russo cosi' come dal Pontefice della Chiesa cattolica''. Telegrammi di cordoglio sono stati inviati alla Chiesa ortodossa serba da tutti i politici e dalla totalita' dei partiti, sia quelli al governo sia quelli all'opposizione. La salma del patriarca Pavle, nel primo pomeriggio, e' stata trasferita dall'ospedale militare nella sede del patriarcato. La bara e' stata scortata dai massimi prelati della chiesa e dal presidente Tadic. Dopo il rito funebre, la salma e' stata esposta nella cattedrale di Belgrado dove i cittadini potranno rendere l'ultimo saluto al patriarca. In segno di lutto ogni ora suonano le campane delle chiese in Serbia, Republika Srpska (entita' serba della Bosnia-Erzegovina) e Montenegro e i cittadini sostano in silenzio davanti alle chiese, mentre le strade delle citta' sono deserte. Non si conoscono ancora data e luogo dei funerali, che saranno comunicati successivamente. Finche' non sara' eletto il nuovo patriarca le funzioni di guida della chiesa ortodossa saranno svolte dal Santo Sinodo. La chiesa ortodossa, come da tradizione, ha proclamato un periodo di lutto di quaranta giorni, e solo successivamente potra' essere eletto il nuovo patriarca. Anche l'arcivescovo cattolico di Belgrado, Stanislav Hocevar, e il nunzio apostolico, Orlando Antonnini, si sono recati oggi al patriarcato. Alla chiesa ortodossa stanno arrivando numerosi telegrammi di cordoglio, compresi quelli della comunita' musulmana in Serbia . I fedeli ortodossi nella Repubblica Srpska, Montenegro e in Kosovo hanno accolto con grande tristezza la notizia della morte del patriarca Pavle. A Belgrado la notizia ha provocato dolore e costernazione. Alcuni hanno espresso il timore che la morte del patriarca possa condizionare le relazioni all'interno della chiesa ortodossa serba, e c'e' chi tra la gente ha sottolineato che ''nella chiesa da tempo ci sono scontri''. Questi timori non sono infondati, visto che anche gli esperti concordano sulle incertezze di una successione condizionata da influenze politiche e conflitti d'interesse. Una successione nella quale i favori sembrano andare per ora all' ultrasettantenne Amfilohije, metropolita del Montenegro non privo di ombre per i toni di comprensione manifestati in passato verso i criminali di guerra serbi, e non certo con fama d'innovatore. Ma considerato oggi relativamente moderato (e piu' in sintonia con il nuovo corso filo-europeo del presidente Tadic) rispetto ai nazionalisti piu' duri della Serbia di oggi. Uno sfondo su cui sembra svaporare l'estremo messaggio di riconciliazione affidato da Pavle ai confratelli dal letto di morte: ''Dobbiamo pregare per coloro che sono nel bene, ma anche per chi riteniamo in cattiva fede, senza perdere la speranza che ciascuno si converta alla salvezza''.

© Ansa - 15 novembre 2009

Una figura di riferimento per tutto il mondo ortodosso
Belgrado, 16. La Chiesa ortodossa serba piange il suo Patriarca, Pavle (Paolo), morto ieri mattina all'età di 95 anni all'ospedale militare di Belgrado, dove era da tempo ricoverato. Un monaco dalla barba bianca, minuto, dall'aura ascetica, ricurvo sul suo bastone:  questa l'ultima immagine dell'uomo che ha guidato la Chiesa ortodossa del Paese negli ultimi diciannove anni, funestati da eventi drammatici, a partire dal 1992, ovvero dalla dissoluzione della Iugoslavia. "La morte del Patriarca serbo è una grave perdita per tutto il mondo ortodosso", ha commentato Nikolai Balashov, vicecapo del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, che ha definito Pavle "simbolo dell'unità spirituale del popolo serbo" e "grande amico della Chiesa ortodossa russa", aggiungendo che "tutto il popolo serbo lo considerava come un santo vivente".
Il Governo serbo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, a partire da oggi. La scomparsa di Pavle (al secolo Gojko Stojcevic) è una "grande perdita per il popolo serbo", ha commentato il presidente della Repubblica, Borislav Tadic, che ha sottolineato come il "Patriarca Pavle godesse di un immenso rispetto da parte di tutto il mondo cristiano, stimato dal Patriarca russo così come dal Pontefice della Chiesa cattolica". Alla Chiesa ortodossa sono arrivati numerosi telegrammi di cordoglio, compresi quelli della comunità musulmana in Serbia. Anche l'arcivescovo di Beograd, Stanislav Hocevar, e il nunzio apostolico in Serbia, arcivescovo Orlando Antonini, si sono recati nella sede del Patriarcato, dove è esposta la salma.
Secondo quanto riferisce un comunicato della Chiesa ortodossa serba, i funerali si terranno giovedì nel tempio di San Sava a Belgrado. Il Patriarca sarà poi sepolto nel monastero di Rakovica, un sobborgo della capitale. Alla guida della Chiesa, fino all'elezione del nuovo Patriarca, sarà il metropolita del Montenegro, Amfilohije, che ha sostituito Pavle durante la sua assenza per malattia.



(©L'Osservatore Romano - 16-17 novembre 2009)

ESEMPIO LUMINOSO DI VITA

Il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha assicurato in una lettera inviata al metropolita di Montenegro Amfilohije, arcivescovo di Cetinje, la propria profonda vicinanza nella preghiera per la perdita del Patriarca della Chiesa ortodossa di Serbia Pavle, morto ieri a Belgrado. “Il Patriarca Pavle – scrive il cardinale in una lettera diffusa oggi da Radio Vaticana – ha offerto a tutti un grande esempio di fede e di consacrazione a Dio e al suo popolo”. Ha svolto il suo servizio “in anni molto difficili, segnati da guerre e conflitti in Serbia e negli altri Paesi dei Balcani dove vivono i fedeli della Chiesa ortodossa serba”. “Malgrado tante sofferenze – spiega il porporato – è rimasto un uomo di fede e di dialogo, umile e gioioso, un esempio luminoso di vita completamente consacrata a Dio”. Allo stesso tempo, “ha custodito ed incrementato lo spirito di comunione in seno alla Chiesa ortodossa serba”. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani auspica inoltre che il dialogo della Chiesa cattolica con il Patriarcato di Serbia, “sviluppatosi e rafforzatosi sotto la guida benevola del Patriarca Pavle”, possa “continuare e approfondirsi anche in futuro”. 

UOMO DI UNITÀ

“Uomo di unità e di profonda testimonianza cristiana”. Questo era il patriarca serbo ortodosso Pavle, scomparso ieri all’età di 95 anni, nel ricordo di mons. Stanislav Hočevar, arcivescovo di Belgrado e presidente della Conferenza episcopale internazionale “Santi Cirillo e Metodio”. “Ci rimane il suo grande desiderio di promuovere la comunione e l’unità tra i cristiani”, ha dichiarato al Sir mons. Hočevar, ricordando che quando lo andava a trovare in ospedale negli anni della malattia il patriarca “parlava dell’urgenza dell’unità dei cristiani e pregava Dio per essa”. La notizia, alla Chiesa cattolica serba, è giunta mentre si trovava a Belgrado il card. Franc Rodé. “Insieme con il card. Rodé e il nunzio apostolico – prosegue l’arcivescovo – ci siamo subito messi in contatto con la Chiesa ortodossa e ci siamo recati al Patriarcato ad esprimere il nostro cordoglio e a pregare per il patriarca”. Mons. Hočevar esprime la “riconoscenza” della Chiesa cattolica nei confronti di Pavle, grazie al quale “nel tempo della sua missione” sono stati realizzati due incontri tra la Conferenza episcopale serba e il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa serba, a Belgrado nel 2003 e a Novi Sad nel 2005; inoltre “con Pavle per la prima volta un patriarca ortodosso è stato presente a una celebrazione eucaristica nella nostra cattedrale a Belgrado”.

IL CORDOGLIO DEL MONDO POLITICO E RELIGIOSO 

Con “profondo dolore”, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha appreso ieri la notizia della morte del Patriarca della Chiesa ortodossa serba Pavle, morto ieri all’età di 95 anni a Belgrado. In un comunicato, Bartolomeo ha voluto esprimere le sue “sincere condoglianze” alla gerarchia e al popolo della “nostra Chiesa sorella in Serbia dove tutti oggi piangono la perdita del loro amato Primate”. “Possa – ha aggiunto – la sua memoria essere eterna”. Il Patriarca Bartolomeo ha poi ripetuto quanto un poeta serbo Betskovic scrisse sul Patriarca: "Nessuno in questa epoca rumorosa parlava così piano e tuttavia nessuna voce è stata sentita così ampiamente come la sua. Nessuno ha parlato di meno eppure ha detto di più. Nessuno nella nostra epoca delirante, ha espresso la verità con tanta calma come lui". Il governo di Serbia ha indetto 3 giorni di lutto nazionale, a partire da oggi. Ieri sera, si legge in un comunicato del Patriarcato di Serbia, si è svolta una sessione straordinaria del Santo Sinodo dei vescovi dove è stato eletto il metropolita Amfilohije di Montenegro come “locum tenens” con il compito di guidare la Chiesa di Serbia in questo periodo di transizione. Il Signore – ha detto il metropolita – ha scelto il Patriarca Havle per guidare la Chiesa “durante anni di disordini, conflitti, guerra civile. Si può dire che il Signore abbia scelto proprio lui perché pieno di profonda fede e di fiducia in Dio”. Nel comunicato si riportano anche le parole di cordoglio del presidente Serbo Boris Tadic secondo il quale la morte del Patriarca Pavle segna “una grande perdita” per la nazione serba, per lo Stato e la Chiesa ortodossa “in un momento in cui abbiamo bisogno di unità più che mai”. “Era – ha detto il presidente – una figura rispettata dai rappresentanti di tutte le fedi e chiese di tutte le confessioni, era onorato dai Patriarchi ecumenico e di Russia e dal Papa, nonché dalle più alte cariche delle Chiese protestanti perché era un credente e si comportava secondo quanto credeva”.

© SIR - 16 novembre 2009


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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Novembre 2009 20:22
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