Una figura di riferimento per tutto il mondo ortodosso
Belgrado, 16. La Chiesa ortodossa serba piange il suo Patriarca, Pavle (Paolo), morto ieri mattina all'età di 95 anni all'ospedale militare di Belgrado, dove era da tempo ricoverato. Un monaco dalla barba bianca, minuto, dall'aura ascetica, ricurvo sul suo bastone: questa l'ultima immagine dell'uomo che ha guidato la Chiesa ortodossa del Paese negli ultimi diciannove anni, funestati da eventi drammatici, a partire dal 1992, ovvero dalla dissoluzione della Iugoslavia. "La morte del Patriarca serbo è una grave perdita per tutto il mondo ortodosso", ha commentato Nikolai Balashov, vicecapo del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, che ha definito Pavle "simbolo dell'unità spirituale del popolo serbo" e "grande amico della Chiesa ortodossa russa", aggiungendo che "tutto il popolo serbo lo considerava come un santo vivente".
Il Governo serbo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, a partire da oggi. La scomparsa di Pavle (al secolo Gojko Stojcevic) è una "grande perdita per il popolo serbo", ha commentato il presidente della Repubblica, Borislav Tadic, che ha sottolineato come il "Patriarca Pavle godesse di un immenso rispetto da parte di tutto il mondo cristiano, stimato dal Patriarca russo così come dal Pontefice della Chiesa cattolica". Alla Chiesa ortodossa sono arrivati numerosi telegrammi di cordoglio, compresi quelli della comunità musulmana in Serbia. Anche l'arcivescovo di Beograd, Stanislav Hocevar, e il nunzio apostolico in Serbia, arcivescovo Orlando Antonini, si sono recati nella sede del Patriarcato, dove è esposta la salma.
Secondo quanto riferisce un comunicato della Chiesa ortodossa serba, i funerali si terranno giovedì nel tempio di San Sava a Belgrado. Il Patriarca sarà poi sepolto nel monastero di Rakovica, un sobborgo della capitale. Alla guida della Chiesa, fino all'elezione del nuovo Patriarca, sarà il metropolita del Montenegro, Amfilohije, che ha sostituito Pavle durante la sua assenza per malattia.