24 Maggio 2012

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La Grecia liberi il superiore di Vatopedi

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monte-athos-1.jpg copy Giacomo Galeazzi

Un caso senza precedenti tra Mosca e Atene. Il patriarca di Mosca, Kirill chiede di rilasciare il superiore del monastero di Vapotedi del Monte Athos. Da vicenda di cronaca giudiziaria si sta trasformando in incidente diplomatico «ecumenico». Il capo della chiesa ortodossa russa, Kirill e le autorità di governo russe hanno inviato messaggi al Presidente greco Karolos Papoulias per esprimere la propria preoccupazione circa l’arresto per truffa dell’archimandrita Efraim, superiore del monastero Vatopedi del Monte Athos. L’accusa è quella di transazioni «scandalose» tra lo stato e il monastero.  

«È mio dovere esprimere la nostra comune preoccupazione al capo dello stato greco e chiedere il rilascio dalla detenzione dell’Archimandrita Efraim, superiore del Monastero di Vatopedi, del Monte Athos», dice il messaggio pubblicato sul sito web della Chiesa Ortodossa russa. Il Patriarca Kirill si è detto molto preoccupato sulla detenzione dell’Archimandrita Efraim. «Non metto in discussione i poteri dei funzionari di polizia greci ed esprimo la mia speranza di un giudizio giusto ed imparziale riguardo la proprietà del Monastero di Vatopedi.

Tuttavia, sono perplesso sulla detenzione del monaco, che non è un pericolo per la società e che si è ripetutamente detto pronto a cooperare con gli investigatori , prima dell’udienza relativa al caso in questione davanti alla corte», ha evidenziato Kirill. Il Patriarca si è detto inoltre molto preoccupato circa le condizioni di salute dell’Archimandrita Efraim, che non sono state prese in considerazione al momento dell’arresto. «In Russia, Bielorussia, Ucraina, Moldova e altri paesi, le cui popolazioni sono il gregge tradizionale della Chiesa Ortodossa Russa, milioni di credenti sono allarmati dalle misure adottate dalla polizia per quanto concerne l’egemonia del famigerato monastero di Athos, ben noto all’intero mondo ortodosso nei giorni in cui la Grecia ortodossa celebra il Natale», ha continuato.

Anche il Ministero degli Esteri Russo ha espresso preoccupazione sulla detenzione dell’Archimandrita Efraim. Padre Efraim ha accompagnato, in giro per la Russia, un tour lungo più di un mese, la Cintura di Maria Vergine, lo scorso autunno. Circa tre milioni di credenti hanno adorato il sacro oggetto del monastero del monte Athos in quel periodo. La detenzione dell'Abate Efrem, a capo del venerato monastero fondato mille anni fà, ha scatenato la Russia, altra roccaforte del Cristianesimo ortodosso, che ha descritto il fermo come una violazione dei diritti umani. Efrem è l'esponente di più alto profilo ad essere arrestato nell'ultimo giro di vite del governo contro la corruzione: un problema cronico che ha contribuito a generare la crisi sismica del debito della Grecia. Ma, lungi dal placare la rabbia dell'opinione pubblica sulla corruzione diffusa, la detenzione ha causato una levata di scudi negli ambienti religiosi e conservatori di Atene e Mosca. Ma Efrem torna ad aprire anche un più pericoloso vaso di Pandora: lo scandalo scoppiato anni fa indicava il luogo di culto come centro di "un impero di attività, che comprendeva, oltre a beni immobili, una serie di aziende, quasi tutte società off-shore a Cipro" scrive Forbes.

Nel 2009 il premier greco Costas Karamanlis annunciò elezioni anticipate che poi perse sull'onda dello scandalo che circonda le transazioni tra lo stato e il monastero. Ancora prima alla fine del 2008, i media greci fecero trapelare i dettagli delle operazioni opache tra lo Stato e il monastero. In passato il monastero di Vatopedi ha fatto causa allo stato per un largo tratto di foresta e un lago a nord del suo territorio: alla fine la Corte ha riconosciuto autentico un antico documento che guarda caso riconosceva la proprietà di Vatopedi. Quasi istantaneamente Vatopedi ha concluso un affare con lo stato: appena ricevute la foresta e il lago dal tribunale, queste sono state scambiate con un palazzo nel centro di Atene e un complesso turistico vicino al Monte Athos. "I media ritengono che il danno per lo stato sia di 100 milioni di euro (ma durante l'inchiesta parlamentare erano stati tirate fuori cifre incredibili fino a 1 miliardo)" annota Forbes.

"L'affare è stato facilitato dalle frequenti e amichevoli visite dell'Abate Efrem a istituzioni greche, le cui porte erano sempre aperte per lui". I monaci di Vatopedi hanno dimostrato un miracoloso talento imprenditoriale le cui conseguenze non del tutto prevedibili. Ma di sicuro alla zona euro un gran bene non hanno fatto. Sul fronte delle relazioni «interortodosse» la situazione è in evoluzione. Con la benedizione del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill e su invito di Sua Beatitudine l’Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Hieronymus, si è recato in visita in Grecia il metropolita Hilarion.
Il metropolita Hilarion ha celebrato la divina liturgia nel tempio ateniese dedicato a San Dionigi l’Areopagita, nel quartiere di Kolonaki. Hanno concelebrato con lui il vescovo Feodorit di Nazianzo, il vescovo Procopy di Cristianupol, chierici della chiesa ortodossa ellenica, e i chierici membri della delegazione della Chiesa ortodossa russa. Il metropolita Hilarion ha lanciato un appello al dialogo:«Il Santo Patriarca Kirill mi ha chiesto di trasmettere a Voi parole di incoraggiamento e di amore. La Chiesa ortodossa russa è sempre stata e sarà con la Chiesa di Grecia e con il popolo greco. Siamo consapevoli delle difficoltà incontrate oggi dalla Chiesa di Grecia e dal popolo greco e nutriamo la speranza che con l’aiuto di Dio queste difficoltà saranno superate al più presto». Inoltre, ha aggiunto:«Oggi si parla molto della crisi finanziaria ed economica in Grecia. Ma ci sono problemi ovunque, e ovunque la gente soffre. Ma la dimensione spirituale, che ci dà la Chiesa, ci aiuta a superare le difficoltà della vita». Quindi il «ministro degli Esteri» del Patriarcato di Mosca ha augurato «pace e prosperità alla Chiesa ortodossa greca, al suo clero, ai monaci e ai laici, pace e prosperità alla Grecia, e al popolo di questo paese benedetto di vivere nella prosperità». E ha augurato di «ricordare le proprie radici cristiane, perché nella fede cristiana c’è la salvezza del nostro popolo». Infine ha fatto dono dell’ immagine di San Sergio con l’augurio che «il Signore vi benedica per molti anni».

© http:;//vaticaninsider.lastampa.it - 10 gennaio 2012


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