In Russia la carità è roba da bambini

MOSCA, 12. Come coinvolgere i bambini nelle opere di beneficenza: è l’obiettivo del manuale presentato nei giorni scorsi dal Dipartimento sinodale per la carità e il ministero sociale della Chiesa ortodossa russa. In un articolo — pubblicato sul sito internet dell’organismo ecclesiale, Diaconia.ru, e tradotto in francese da Orthodoxie.com — si sottolinea quanto sia importante che i ragazzi collaborino con le istituzioni sociali, anche se spetta agli adulti definire le forme di tale aiuto, in modo che esso sia al loro livello. «Per avvicinare un uomo che ha bisogno di aiuto — spiega nell’introduzione del manuale padre Alexander Lavrukhin, direttore della scuola ortodossa San Dimitri — bisogna avere una determinazione interiore. Sviluppare questa capacità, non temere di offrire la propria assistenza aiuta le opere sociali». L’intenzione della Chiesa ortodossa russa è quella di riproporre, in materia di raccolta fondi, la «festa del fiore bianco» (i donatori ricevevano dai fanciulli appunto un fiore bianco), festa sostenuta, all’epoca, dalla famiglia imperiale. Oggi esistono iniziative simili, come le collette organizzate nei supermercati dal servizio ortodosso di volontariato «Misericordia». Una delle coordinatrici, Natalia Piminova, ha spiegato che i bambini possono unirsi ai volontari distribuendo volantini o raccogliendo nei carrelli beni di prima necessità. Risulta evidente, si legge nel libro, che non è assolutamente raccomandabile portare con sé i bambini nelle carceri o negli ospedali. Ma essi possono scrivere delle lettere ai detenuti o ai malati, fare dei disegni per loro. E per quanto concerne le strutture sociali per minori, il manuale invita tutti i bambini, senza eccezioni, a visitarle. Il volume ha anche due allegati: un testo di una conversazione tra alcuni scolari e il vescovo di Smolensk e Vyazma, Panteleimon, presidente del Dipartimento sinodale per la carità e il ministero sociale e un altro sulla gita compiuta da studenti delle classi superiori al convento di Marta e Maria a Mosca, noto per la sua azione caritativa.
© Osservatore Romano - 12 gennaio 2012