| Madre sposa di Dio noi ti magnifichiamo |
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| Sabato 06 Marzo 2010 18:49 |
di Manuel Nin In quaresima la tradizione bizantina celebra la Divina liturgia soltanto la domenica e il sabato. Nelle diverse ufficiature delle ore troviamo dei tropari chiamati theotòkia, dedicati appunto alla Madre di Dio (theotòkos), dove si esprime il suo dolore ai piedi della croce, insieme al dolore ma soprattutto alla fede di tutta la Chiesa. Le domande di Maria ai piedi della croce diventano la professione di fede della Chiesa: "Perché non reggo al vederti pendere dal legno, tu, Creatore e Dio di fronte al quale trema l'universo?". "O Figlio mio, coeterno al Padre e allo Spirito, che è mai questa tua ineffabile economia, per la quale hai salvato la creatura plasmata dalle tue mani immacolate?". La fede cristiana, formulata nei primi grandi concili ecumenici, è riassunta in questi tropari: "Colei che alla fine dei tempi ti ha partorito, o Cristo, vedendo pendere dalla croce te, generato dal Padre che non ha principio, gridava: Gesù amatissimo! Com'è possibile che tu, glorificato come Dio dagli angeli, sia ora volontariamente crocifisso, o Figlio, da iniqui mortali? Come ti vide innalzato sulla croce, la tua Madre immacolata, o Verbo di Dio, maternamente gemendo diceva: Che è dunque, Figlio mio, questo spettacolo nuovo e strano? Come dunque sei nella morte tu, vita dell'universo?". Maria e la Chiesa ai piedi della croce piangono colui che volontariamente è salito su di essa, colui che veramente è Dio e uomo, il Verbo incarnato: "O Vergine tutta immacolata, Madre del Cristo Dio, una spada trapassò la tua anima santissima quando vedesti il tuo Figlio e Dio volontariamente crocifisso. Di fronte alla passione del Figlio, la pura, gemendo dolorosamente, innalzava con grida questo lamento: Come hanno potuto consegnarti al giudizio di Pilato te che incessantemente gli angeli glorificano con inni? Inneggio, o Verbo, alla tua grande e inesprimibile compassione!". I theotòkia insistono sulla morte volontaria di Cristo sulla croce: "La Vergine Madre tua, o Cristo, vedendoti morto, disteso sul legno, nel pianto gridava: Che è, Figlio mio, questo terribile mistero? Come tu che doni la vita eterna a tutti, muori volontariamente in croce?". Un altro aspetto rilevante di questi testi liturgici è il parallelo stabilito tra Cristo e Maria, l'"agnello" e l'"agnella", un tema che la liturgia bizantina riprende nei testi della Settimana Santa: "Vedendo te, o Verbo, crocifisso con i ladroni, quale agnello paziente, trafitto al fianco dalla lancia, l'agnella come madre esclamava: Come può una tomba ricoprire il Dio incircoscrivibile? Vedendo te, pastore immacolato, appeso al legno, l'agnella gemendo come madre gridava: A morte ti hanno consegnato, in cambio della nube distesa per il passaggio del tuo popolo. Colei che non ha sposo resta senza il Figlio". Può sorprendere in alcuni tropari l'insistenza sul parto indolore di Maria, ma sono testi che si soffermano sul contrasto tra la gioia del parto di Maria e il suo dolore per la crocifissione, e in qualche modo mettono in parallelo due icone, quella della nascita di Cristo e quella di Maria ai piedi della croce di Cristo: "Che è questo fatto prodigioso e inusitato? Così la Vergine gridava al Signore come madre: le doglie che non ho conosciuto nel partorirti, o Figlio, raggiungono penetranti il mio cuore". Maria infine, come la Chiesa, intercede ai piedi della croce: "O Vergine tutta immacolata, Madre del Cristo Dio, una spada trapassò la tua anima santissima quando vedesti il tuo Figlio e Dio volontariamente crocifisso: non cessare di supplicarlo, o benedetta, perché in questo tempo di digiuno ci doni il perdono delle colpe". (©L'Osservatore Romano - 7 marzo 2010) Quote this article on your site To create link towards this article on your website, copy and paste the text below in your page. Preview : Powered by QuoteThis © 2008 |














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