TERRA SANTA: VESCOVI UE-USA/CDN, SCUOLE CATTOLICHE FONTI DI DIALOGO E TOLLERANZA
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Mercoledì 12 Gennaio 2011
(Gerusalemme) - Davanti ai tanti “luoghi comuni ed errori” di cui sono infarciti i testi scolastici ebraici e musulmani circa il Cristianesimo e la sua storia la “risposta migliore è quella di intensificare gli sforzi educativi delle scuole cattoliche, la produzione di testi che contengano le giuste e rigorose informazioni e l’azione di una commissione che vigili sui testi attualmente in vigore” E’ quanto è emerso oggi nel penultimo giorno di lavoro del Coordinamento delle Conferenze episcopali Usa, Canada e Ue a favore della Chiesa della Terra Santa e dell’Assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa (Hlc 2011), in corso a Gerusalemme. A parlarne sono stati padre Abdel-Masih Fahim, segretario generale per le scuole cattoliche in Israele e suor Hortance Nakhleh segretario generale per le istituzioni scolastiche cristiane in Palestina.
“In Israele – ha spiegato al SIR padre Fahim – abbiamo circa 40 scuole frequentate da 22 mila studenti tra musulmani, drusi e cristiani. I nostri alunni vengono educati al rispetto, alla tolleranza, alla conoscenza reciproca e delle rispettive fedi. Chi esce dalle nostre scuole sa bene cosa sia il Cristianesimo. Questo è il modo migliore per confutare luoghi comuni sul Cristianesimo e i cristiani che spesso, ed è cosa nota, riempiono libri islamici ed ebraici. Ciò che è scritto in questi testi è sbagliato e denota una scarsa conoscenza della materia, del Cristianesimo. E’ il riflesso della visione musulmana ed ebraica, distorta, di fatti legati alla nostra storia”. Opinione condivisa anche da suor Nakhleh: “Nelle scuole del Segretariato abbiamo 25 mila studenti, dei quali 15 mila sono musulmani. Nella didattica seguiamo le indicazioni del Ministero dell’Istruzione palestinese. Purtroppo i testi proposti mancano di una descrizione del Cristianesimo e sono scritti tenendo conto del punto di vista della maggioranza”.
Diversi gli esempi portati dalla religiosa: “ci sono libri in cui i titoli già denotano una violazione dei diritti dei cristiani come ‘Storia delle civiltà arabe islamiche’ in cui emerge che i non musulmani non hanno avuto peso nella civilizzazione dell’area. Le stesse attività culturali collegate prevedono che gli studenti si applichino alla conoscenza solo di siti islamici. In un capitolo del libro di storia in uso agli alunni del settimo grado di istruzione si parla della Jihad islamica contro gli Europei”. “Sebbene nelle nostre scuole insegniamo religione, islamica per i musulmani e cristiana per i cristiani, in quelle pubbliche la religione cristiana non viene insegnata con evidente discriminazione degli studenti cristiani che le frequentano”. Anche in questo caso, ha concluso suor Nakhleh, la risposta è la stessa “concentrare l’attenzione sul dialogo, sull’importanza della cultura per creare i presupposti per la pace, il rispetto e la convivenza”.
© SIR - 12 gennaio 2011