24 Maggio 2012

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Un futuro per i giovani del Vicino Oriente

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medio orienteGerusalemme, 22. Gli studenti cristiani palestinesi preferirebbero rimanere nella propria terra piuttosto che emigrare all'estero se a loro venissero offerte appropriate opportunità di formazione, di specializzazione e di lavoro:  questo è quanto risulta da una recente indagine commissionata dal Catholic Aid Coordination Committee, un consorzio di organizzazioni cristiane che ha i suoi uffici a Gerusalemme.

Secondo Sami El-Yousef, membro del consorzio, i giovani cristiani palestinesi dimostrano un forte attaccamento alla propria terra e sperano che sia la Chiesa e sia le altre organizzazioni cristiane si dimostrino capaci di offrire loro delle possibilità per rimanere e svolgere un lavoro utile nell'ambito della società.
L'indagine per il Catholic Aid Coordination Committee si è svolta nell'arco di alcuni mesi durante la scorsa primavera. Per Sami el Yousef, i risultati dell'inchiesta potranno essere particolarmente utili per arrivare a una maggiore integrazione della comunità cristiana palestinese con le altre presenti nella regione. Secondo il rappresentante del consorzio, un primo passo dovrebbe comportare la concessione di mutui a lungo termine alle famiglie cristiane palestinesi che vorrebbero acquistare un'abitazione in aree a popolazione mista. Favorire l'integrazione con le altre comunità è per Sami El-Yousef un primo passo per rendere le famiglie cristiane più autonome e con più variegati rapporti nell'ambito del territorio di residenza. Questo fattore, sottolinea il dirigente, sarebbe senz'altro positivo per i membri più giovani e darebbe maggiori possibilità di trovare un posto di lavoro.
L'indagine comprende anche diciannove interviste a membri anziani della comunità cristiana palestinese che godono di una particolare reputazione. Molti degli intervistati hanno sottolineato il venir meno, nell'ambito delle loro comunità, dello spirito di coesione e del senso del rispetto verso i più anziani che spesso si trovano a dover affrontare da soli situazioni di vita indubbiamente difficili.
Per El-Yousef, la situazione si dimostra particolarmente difficile nella striscia di Gaza. Il tessuto sociale rischia di sfilacciarsi a causa delle difficoltà estreme in cui si trovano costrette le famiglie. Anche per questo in questa zona è molto sentito il rapporto tra i fedeli cristiani e la loro Chiesa.



(©L'Osservatore Romano 22-23 novembre 2010)


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