PREGHIAMO GLI UNI PER GLI ALTRI
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Mercoledì 23 Dicembre 2009
"Il popolo palestinese vive sotto un'occupazione sempre più dolorosa, distruttrice della sua umanità. Per un conflitto che dura da più di 60 anni gli israeliani vivono, come noi, in un paese instabile, e come noi non trovano la sicurezza". Alla vigilia del Natale padre Manuel Musallam, già parroco a Gaza, ricorda le condizioni di vita del popolo palestinese. In una nota, pervenuta al SIR, padre Musallam, a nome dei membri della Commissione islamo-cristiana di sostegno a Gerusalemme e ai Luoghi Santi di Birzeit, dove oggi risiede, scrive: "poiché la nostra terra ci è stata tolta, camminiamo curvi, nell'esilio e nell'umiliazione. Invece di vivere per costruire la Palestina, moriamo per renderla libera.
La Striscia di Gaza è l'esempio più drammatico, essa geme per le sofferenze dell'ultimo conflitto, quello di un anno fa. La situazione è peggiorata per un blocco ingiusto che lascia il mondo indifferente". Musallam parla apertamente di "crimini di guerra contro l'umanità commessi quando il mondo democratico restava in silenzio davanti al nostro dolore". Da qui l'appello del sacerdote "a convertire i cuori, ad aprirli ai bisogni dei più poveri" nella speranza "che la fede, la speranza, la giustizia e la pace offerte al nostro popolo che soffre saranno centuplicate. Chiediamo ai fratelli del mondo intero a pregare in questo tempo di Natale implorando Dio gli uni per gli altri".
© SIR - 23 dicembre 2009