23 Maggio 2012

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Iraq, Natale dietro i muri

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L'arcivescovo Bashar Warda di Erbil ha detto: "La tristezza è molto diffusa fra la nostra gente. C'è incertezza ovunque. La domanda sulle labbra di tutti è: che cosa succederà adesso. C'è una forma di disperazione. Ma comunque, qualunque cosa accada, la gente è determinata a celebrare la liturgia natalizia in ogni modo possibile".
Marco Tosatti
I cristiani in Iraq festeggeranno il Natale dietro mura di cemento alte tre metri. Il governo ha deciso che intorno alle chiese a Baghda e a Mosul saranno erette difese di questo genere, per evitare che possano ripetersi episodi come il massacro avvenuto il 31 ottobre alla cattedrale siro-cattolico di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, dove sono state uccise 58 persone, fra cui due giovani sacerdoti, e altre 70 sono rimaste ferite. Gli accessi alle chiese saranno controllati da polizia equipaggiata con metal-detectors. E' una prima misura di fronte alle minacce lanciate dalla sezione irachena di Al Qaeda, e alle violenze di cui i cristiani sono stati vittima negli ultimi tempi.
 Comunque le celebrazioni per il Natale sono state ridotte all'essenziale. Normalmente ci sarebbero state feste nelle sale parrocchiali o nei parchi. Ma quest'anno, per ragioni di sicurezza, si è preferito ridurre al minimo i festeggiamenti di carattere pubblico.  In un'intervista rilasciata all'Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (Aics) l'arcivescovo  Bashar Warda di Erbil ha detto: "La tristezza è molto diffusa fra la nostra gente. C'è incertezza ovunque. La domanda sulle labbra di tutti è: che cosa succederà adesso. C'è una forma di disperazione. Ma comunque, qualunque cosa accada, la gente è determinata a celebrare la liturgia natalizia in ogni modo possibile".
Le mura intorno alle chiese "ti fanno sentire come se tu entrassi in un accampamento militare" ha detto Warda, apprezzando però i passi presi dal governo per migliorare la sicurezza. Funzionari governativi hanno preso contatto con i parroci per chiedere se volevano mura intorno alla chiesa.  Molti hanno detto di sì; altri hanno detto invece che le mura avrebbero intimidito i cristiani, già impauriti.  Notizie stampa riportano cche 2000 cristiani sono fuggiti da Baghdad a Mosul dopo il massacro di ottobre. 

© San Pietro e dintorni - La Stampa - 15 dicembre 2010


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Dicembre 2010 20:03
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