23 Maggio 2012

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Il ministro della Provincia francescana in Egitto esprime la vicinanza della comunità cattolica agli ortodossi dopo la strage del primo gennaio

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Si aggrava il bilancio delle vittime dell’attentato compiuto a capodanno, ad Alessandria, in una chiesa della comunità copta ortodossa. I morti sono almeno 23 ma il numero sembra purtroppo destinato ad aumentare perché sono alcuni feriti versano in gravi condizioni. La comunità cattolica egiziana esprime dolore e vicinanza alla comunità copta ortodossa. Ascoltiamo fra Kamal William, ministro della provincia francescana in Egitto, raggiunto telefonicamente nel Paese nordafricano da Amedeo Lomonaco:

R. – Siamo vicini, con i sentimenti e con la preghiera, specialmente alle famiglie delle vittime. Non possiamo fare di più. Dobbiamo ritrovarci tutti in chiesa, per far sentire che siamo vicini a tutta la comunità cristiana.


D. – L'attentato di Capodanno nella chiesa copta dei Due Santi ad Alessandria è una pagina tragica non solo per la comunità cristiana, ma per tutto l’Egitto...

R. – Non soltanto la comunità cattolica, ma tutti i cristiani, tutta la comunità egiziana ed anche i musulmani hanno accolto con grande dolore la notizia del massacro di molti innocenti, che uscivano dalla chiesa e avevano appena pregato per il Capodanno, sperando che fosse un anno più sereno. E’ stato davvero uno shock per tutti.

D. – Il prossimo 7 gennaio, la Chiesa ortodossa copta in Egitto celebrerà il Natale. Il timore di possibili nuovi attentati non fermerà i fedeli...

R. – Anche il Patriarca Shenouda lo ha ripetuto più volte, dicendo: “Il terrorismo non ci impedirà di andare a festeggiare il Natale”. Certo, non ci saranno manifestazioni di gioia nelle case e nelle famiglie, ma ci sarà solo una festa spirituale in chiesa.

D. – Qual è oggi in Egitto la realtà della comunità cattolica copta e quali, in particolare, gli sforzi nel dialogo con il mondo musulmano?

R. – Siamo un piccolo gregge, una piccola comunità, perché fra tutti i cattolici di tutti i riti forse non si arriverà nemmeno a 250 mila persone. Comunque, la comunità, anche se piccola, si fa sentire nella testimonianza di vita. Ci sono i contatti per un dialogo diretto fra i musulmani e la comunità cattolica. Prima il dialogo era fra i musulmani e la comunità cristiana, ora invece c’è un contatto diretto tra la comunità musulmana e quella cattolica. E questo è già un grande passo avanti, perché ci dice che la Chiesa cattolica, la comunità cattolica, ha la sua consistenza, anche se è piccola. (ap)

© © www.radiovaticana.org - 4 gennaio 2011





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