I cristiani e la primavera araba
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Domenica 06 Novembre 2011
Agenzia Misna -Alla Misna, che lo interroga sui sentimenti delle comunità cristiane nella regione, riguardo alla ‘Primavera Araba’, il deputato libanese e maronita Georges Najm descrive due volti di una stessa medaglia. “Da un lato c’è l’entusiasmo per la caduta di dittatori che hanno ammorbato qualsiasi forma di dibattito e progresso democratico, penso a paesi come l’Egitto e la Tunisia – prosegue Najm, membro di una delegazione della Lega interparlamentare per la difesa della causa palestinese in questi giorni a Roma – dall’altro il timore di un deteriorarsi delle condizioni di sicurezza in quegli stessi paesi una volta privati dei sistemi che ne garantiscono, almeno nel quotidiano, la stabilità”
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Sotto accusa per aver reagito ‘con freddezza’ al richiamo dei venti rivoluzionari che attraversano diversi paesi della regione, le comunità cristiane in Nord Africa e
Medio Oriente sono state tacciate da analisti di diversa provenienza di aver appoggiato regimi dittatoriali dal carattere ‘laico’ e che hanno garantito loro libertà di culto, nel timore di un’ascesa dell’islam politico.
In particolare – precisa il deputato – quello che i cristiani del Medio Oriente temono, non è tanto una crescita dell’islamismo radicale all’interno delle istituzioni, quanto “gli effetti che agende dettate dall’esterno, miranti a destabilizzare l’intera regione, possono produrre sugli equilibri sociali e della pacifica convivenza”.
“La ricetta contro ogni timore, per gli stati che sorgeranno dalle ceneri delle dittature arabe – conclude Najm – sarà quella di garantire la libertà di culto e di fede, abbandonando lo spauracchio dello scontro interreligioso agitato da regimi che hanno impiantato il loro potere sulla paura dei cittadini”.
“Tutto questo, i cittadini arabi cristiani e musulmani lo sanno bene – conclude – mentre l’occidente fatica ad ammetterlo, e non capisce che se nell’Iraq di Saddam Hussein cose del genere non avvenivano è perché l’estremismo a cui si è assistito negli ultimi anni è figlio del caos e della violenza scaturite da un intervento militare scellerato di cui per anni, il popolo iracheno porterà il pesante fardello.
Luca Aterini
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http://www.laperfettaletizia.com/ - 4 novembre 2011