Riccardo Cristiano, 'Caos Arabo. Inchieste e dissenso in Medio Oriente', ed. Mesogea, pp. 208, euro 19
Proprio nei giorni più difficili per tanti regimi arabi esce un libro sul Medio Oriente che cerca «le radici invisibili» delle rivolte arabe, parlando poco di Islam e molto di regimi, nella convinzione, chiaramente espressa e argomentata nell'introduzione, che siano i regimi la malattia delle società mediorientali, una malattia che ha contagiato anche il pensiero religioso. 'Caos Arabo. Inchieste e dissenso in Medio Oriente', curato da Riccardo Cristiano, ci spiega con tante testimonianze dall'interno del mondo arabo che queste società sono esplose perchè stava nascendo una società nuova dentro stati vecchi. Per questo le sue voci sono tutte giovani.
Quasi tutti hanno sottolineato in questi mesi come le rivolte arabe, cominciate in Tunisia alla fine del 2010 e da lì dilagate in tanti Paesi arabi, siano state avviate da semplici cittadini, che con le loro azioni hanno fatto crollare la divisione del mondo in due campi: quello del bene contrapposto a quello del male, sulla quale si sono sorrette per mezzo secoloÿ le dittature arabe. Tutto questo è accaduto in Paesi molto diversi, ma evidentemente in virtù di uno spazioÿ comune arabo contro i totalitarismi. Le inchiesteÿdi una ventina di reporter indipendenti arabi raccolte da Riccardo Cristiano - giornalista della Rai, corrispondente dal 1990 al 2000 in Medio Oriente - mostrano che è stato proprio il coraggioso giornalismo indipendente a creare le condizioni per la costruzione di questo spazio comune. Fanno luce sulle ombre delle società ÿmediorientali, offrendo spunti per comprendere le rivolte in atto partendo dal punto di vista dell'Altro. E non a caso il volume si apre con l'articolo 'La Siria degli 'scomparsi«. Il 'drammà dei dissidenti siriani, l'abuso di potere, la mancanza di tutele per i lavoratori (dalle »sigaraie del Cairo« agli egiziani emigrati in Libano, passando per le colf ad Amman), le tragiche condizioni di vita nei campi profughi palestinesi, la corruzione, il traffico di reperti archeologici in Egitto, il lavoro minorile, l' oppressione delle minoranze, il giro della prostituzione in Libano, il delitto d'onore a Gaza e la tragica condizione degli orfani iracheni, sono solo alcuni degli spunti di riflessione presentati e contestualizzati, dati alla mano, da Cristiano. Dalla Siria all'Egitto, passando per Libano, Territori palestinesi, Giordania e Iraq, 'Caos Arabò, in libreria dall'8 giugno scorso, lascia che siano i giornalisti arabi a dipingere spaccati delle loro società perchè, scrive Cristiano, »sono stati soprattutto gli intellettuali, i giornalisti, i dissidenti arabi, il motore di questa rivolta«. Costruito intorno alle inchieste che hanno vinto il premio giornalistico Samir Kassir a Beirut, il libro consente di farsi un'idea non solo dei perchè delle rivolte in atto, ma anche di chi le ha ispirate. »I giornalisti arabi, proprio sull'esempio di Samir Kassir, hanno saputo creare uno spazio comune arabo contro i totalitarismi«, scrive nell'introduzione Cristiano, osservando come »il Libano e la sua rivolta del 2005 contro il colonialismo e il totalitarismo siriano abbiano dato il via alle rivolte odierne«. Il volume si conclude con cinque interviste a intellettuali e giornalisti arabi alla ricerca del bandolo della matassa araba evidenziato dalle inchieste tradotte.
Lorenzo Trombetta
© http://www.cremonaonline.it/ - 22 giugno 2011