23 Maggio 2012

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ATTACCHI SISTEMATICI CONTRO I CRISTIANI

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Iraq: "Si tratta di attacchi sistematici e organizzati da gruppi di militanti che vogliono colpire gli iracheni e i cristiani in particolare”. A parlare è Younadem Kana, unico deputato cristiano dell’Assirian democratic mouvement, presente nel parlamento iracheno. “Il loro scopo – spiega Kana – è dire al mondo che la situazione è insostenibile e che il Governo iracheno non è in grado di mantenere la sicurezza dopo il ritiro delle truppe Usa iniziato lo scorso 30 giugno”. Chiaro il riferimento agli attacchi alle chiese cristiane di Baghdad e Mosul nello scorso fine settimana. A tale riguardo Kana lancia un appello al Governo affinché offra protezione ai luoghi di culto iracheni ed aumenti gli sforzi di intelligence per sgominare i terroristi. Dal canto suo Kamal Sido, consulente per il Medio Oriente dell’ong tedesca “Society for Threatened People” (Gfbv), spiega che gli attacchi vogliono favorire la fuga dei cristiani dall’Iraq. “Nella sola Baghdad sono rimasti – afferma – circa 100 mila fedeli, rispetto ai circa 400 mila che vi abitavano nel 2003, al tempo dell’invasione Usa”. Da qui l’appello dell’ong affinché si mettano in campo “progetti per sfollati e rifugiati iracheni cristiani, anche per quelli che si sono rifugiati in Giordania e Siria. Secondo stime Onu in Siria ci sarebbero 1,3 milioni di rifugiati iracheni dei quali il 20% sono cristiani. In Giordania sarebbero il 16%.

UN VERO INFERNO SULLA TERRA

“Un vero inferno sulla terra”. Mons. Shlemon Warduni, vicario patriarcale di Baghdad, racconta così, al SIR, i momenti dell’esplosione nella sua chiesa, quella di Santa Maria, una delle sette nella capitale irachena attaccate lo scorso fine settimana. “Al termine della messa, ci siamo recati nel cortile dove ho salutato alcune persone. Mi ero da poco trasferito nel mio ufficio sito nel retro, quando ho udito un boato, una voce dall’inferno accompagnata da urla, pianti, e grida dei bambini e poi tanto fuoco e tanto fumo. Subito dopo sono arrivati ad aiutarci persone del vicinato, anche musulmani. Sono stati momenti terribili che hanno lasciato a terra due nostri fedeli e tanti feriti”. “Ieri sera – prosegue il vescovo caldeo - abbiamo celebrato i funerali dei due fedeli morti nell’attentato. Fuori della chiesa esercito e polizia mandati dal Governo. Abbiamo pregato ancora per la pace e con noi c’erano anche molti musulmani. A loro ho detto che la presenza musulmana in questo triste momento è la prova che niente e nessuno potrà dividere il popolo iracheno. Purtroppo un certo miglioramento nelle condizioni di vita non elimina la paura nel domani. Prestissimo con il card. Delly parleremo con esponenti del Governo e vedremo cosa ci diranno. Cristiani e musulmani devono restare saldi nel coraggio e nell’amore reciproco. Solo così potremo costruire un nuovo Iraq, pacifico, riconciliato e giusto”.

© SIR 15 luglio 2009


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Luglio 2009 17:08
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