P. ŠPIDLIK, APOSTOLO DELL’ORIENTE CRISTIANO
Il cardinale Tomaś Špidlík, morto lo scorso 17 aprile, è stato una figura di grandissimo significato nella storia della spiritualità cristiana del XX secolo. Pochi come lui hanno saputo coniugare le tradizioni di Oriente e Occidente in modo semplice ed efficace, e allo stesso tempo profondo e originale. Egli ha realizzato in misura eclatante la vocazione ecumenica, culturale e spirituale che la Chiesa Cattolica ha cercato di assumere in modalità diverse, una delle quali fu proprio l’istituzione del
Pontificio Istituto Orientale di cui p. Špidlík è stato uno dei maestri più illustri ed amati. Proseguendo le ricerche di altri, su tutti il p. Irénée Hausherr, sul filone della spiritualità dei padri della Chiesa orientale, Špidlík ha saputo dare una forma sintetica e in qualche modo sistematica a una materia che per sua natura rifiuta ogni sistema. Nella grande produzione scientifica di p. Tomaś spicca il suo manuale Spiritualità dell’Oriente Cristiano, ancora oggi insuperata presentazione dei percorsi di fede e di preghiera che dai tempi apostolici hanno illuminato le terre del cristianesimo più antico ed ascetico; ma la sua capacità di riformulare e ritrovare quegli stessi percorsi, a partire dai più disparati punti di riferimento, rimane quasi leggendaria nella memoria dei tantissimi suoi discepoli e figli spirituali. La sua personale cartoteca, da cui prendeva ispirazione per proporre le sue originalissime sintesi agli ascoltatori, sia in veste accademica, che in quella dello starets moderno, era come una fonte inesauribile di sapienza, che colpiva per la profondità dei giudizi, ma lasciava anche grande spazio al desiderio di approfondire, di immergersi personalmente nella vita spirituale, che per ciascuno è unica e irripetibile.Il cardinale Špidlík era amato e rispettato sia dagli orientali che dagli occidentali, dagli ortodossi come dai cattolici. È stato un punto di riferimento per quanti in Occidente desideravano riscoprire l’altro “polmone” della tradizione ecclesiastica, fino a diventare in questo un ispiratore del magistero dei papi del post-concilio, in particolare di Giovanni Paolo II. Ha saputo mostrare agli orientali come la differenza di linguaggio spesso maschera una vera unità di esperienza, ritrovando affinità e convergenze in forme apparentemente lontanissime di spiritualità, dall’austera ascetica patristica fino alle devozioni romantiche dell’Occidente moderno, accostando la semplicità dei santi monaci alla erudita elaborazione delle teorie filosofiche. Egli ha lasciato tanti eredi, mossi dal desiderio di continuare almeno in qualche frammento il suo itinerario, perché nell’insieme del pensiero illuminato, dello spirito arguto e dell’espressione persuasiva, p. Tomaś Špidlík è stato veramente un dono di Dio unico e impossibile da riprodurre, come le icone che egli amava commentare, sempre rivolte alla riproposizione di un Archetipo capace di ricreare e trasfigurare la realtà intera in ogni momento.
P. Stefano Caprio
Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Aprile 2010 22:19