La recente morte di Elena Bonner, moglie di Andrej Sakharov, “apostolo” della difesa dei diritti umani nella Russia sovietica, è un evento che permette di pesare la grande distanza della nostra epoca dal periodo finale della “guerra fredda” con le sue intense dialettiche di contrapposizione ideologica, umana e religiosa.
Erano tempi in cui la lotta per le libertà civili, politiche e religiose condizionava la vita delle società e degli stati, misurava la forza delle organizzazioni pubbliche, degli apparati politici e istituzionali, e perfino delle Chiese. Esisteva il dissenso “laico” di Sakharov e della Bonner, quello “religioso” di Solzhenitsyn e padre Men’, che attraversava la società russa e quella di tanti paesi dietro la cortina di ferro, fino alle forme radicali di conquista dei “diritti civili” delle società occidentali, che in vario modo si coniugavano e si dividevano, suggerendo varie ipotesi di cambiamento.
La parabola più clamorosa del dissenso nei paesi comunisti fu quella del movimento polacco di Solidarnosc e del suo pio leader Lech Walesa, a cui rimase per sempre associata addirittura la figura del pontefice beato, Giovanni Paolo II. Con la scomparsa della Bonner, spentasi a Boston dopo una lunga malattia e un’ultima solitaria battaglia contro la “dittatura” di Putin, si può veramente considerare conclusa quell’epoca: nei paesi dell’Europa orientale non si discute più di diritti umani, nonostante i progressi rispetto all’epoca sovietica non siano poi così evidenti, in Occidente non si va oltre le parate folcloristiche dei vari Gay Pride, nel mondo arabo si lotta per il tenore di vita più che per la libertà.
È come se l’idea dell’uomo come soggetto di diritti sacri e inalienabili si fosse gravemente offuscata; in Russia la Chiesa Ortodossa afferma addirittura che i “diritti umani” sarebbero il prodotto della mentalità illuminista occidentale, e che oggi è necessario piuttosto imporre delle chiare direttive morali universali, approvate insieme dalle religioni e dalle istituzioni politiche, per evitare che gli uomini si abbandonino al degrado dell’eccesso di libertà.
In Italia la pratica tipicamente sovietica delle intercettazioni telefoniche viene considerata indispensabile per il trionfo della verità e della giustizia, e un po’ in tutto il mondo si superano in un senso o nell’altro i confini della sfera pubblica e privata, a seconda degli interessi in gioco. La Chiesa esiste nel mondo per proteggere il diritto della persona umana a realizzare il proprio destino, realizzando il disegno misericordioso del suo Creatore e Redentore. Ci sarà qualcuno interessato a difendere almeno questo diritto?
S. C.