Per questa particolare delimitazione geografica, spesso è stata teatro di esperimenti, scontri e rese di conti tra le une e le altre, ed è comunque rimasta un crocevia delicatissimo tra Oriente e Occidente nel cuore del mondo slavo, anche a livello ecclesiastico: è l’unico paese slavo dove i cattolici latini sono quasi alla pari con gli ortodossi (in Ucraina la situazione è differente a causa della particolarità della Chiesa Cattolica di rito orientale, cosiddetta “uniate”). L’ultimo e tragico esperimento è stato quello sovietico: la Bielorussia era la repubblica scelta per la definitiva “liquidazione” della religione, doveva diventare la regione più atea del mondo. Eppure la fede bielorussa ha resistito, grazie alla semplicità delle devozioni popolari e degli affetti familiari, attingendo a entrambi le fonti cristiane del cattolicesimo e dell’ortodossia. Una fede semplice e solida, senza pretese di eroismo, senza fare rumore. Il metropolita cattolico di Minsk Tadeusz Kondrusiewicz, dopo aver ricostruito con grandi sacrifici le strutture della Chiesa Cattolica nella stessa Russia, ora si dedica con la stessa abnegazione alla crescita del suo popolo, in fraterna armonia con il metropolita ortodosso Filarete, e in questi giorni può consegnare al Papa, insieme ai suoi confratelli vescovi, l’immagine di una Chiesa umile e serena, capace di resistere alle persecuzioni e alle tentazioni del nuovo laicismo all’europea. Chi sa soffrire in silenzio, alla lunga, prepara la via per tutti, la via di Cristo in croce, per la salvezza del mondo.
Ultimo aggiornamento Sabato 12 Dicembre 2009 16:07