LA CHIESA CROCIFISSA DEL MEDIO ORIENTE
L’ideale medievale di riconquistare la Terrasanta e tutto il
Medio Oriente, caduto da secoli sotto il dominio musulmano, fu un punto di svolta epocale nella storia della Chiesa: esso diede origine alle Crociate, fenomeno storico rivoluzionario che segnò il passaggio dal mondo antico al mondo moderno giusto a metà di quello che gli storici hanno chiamato “Medioevo” per disprezzo e pregiudizio ideologico, secondo il quale tutta la parte della storia segnata dal cristianesimo era da considerarsi come un’oscura parentesi tra il fulgore del mondo antico e i destini “illuminati” del mondo moderno. Le Crociate furono in realtà la più grande mescolanza di popoli e culture di tutta la storia, che costrinse l’Europa e il Mediterraneo a porsi la questione della verità di sé, della propria identità rispetto al passato e ai molti futuri che da quell’epoca sarebbero sorti. Il “ritorno a Gerusalemme”, inoltre, fu l’intuizione fondamentale di tutte le prospettive di riforma della Chiesa dall’inizio del secondo millennio in poi: ritornare al Vangelo di Gesù, alla fonte originaria del piano di salvezza di Dio per la storia umana. Francesco d’Assisi, Martin Lutero e Ignazio di Loyola furono animati da quell’ideale. Oggi che l’Occidente “civilizzato” ha voluto esportare i propri modelli culturali anche in Medio Oriente, con azioni belliche ben più poderose e distruttive delle Crociate medievali, i cristiani di quelle nazioni vivono la più tremenda delle persecuzioni, con il rischio che la Chiesa scompaia del tutto dalle terre originarie di Abramo e di Gesù, riuscendo laddove fallirono Maometto e il Saladino.