La riunione a Venezia dello scorso 16 novembre degli Ordinari delle Chiese Ortodosse Locali presenti sul territorio di Italia e Malta, pur essendo ancora un passaggio interlocutorio nella definizione della attività pastorale degli ortodossi in Italia, è in realtà un evento estremamente significativo: l’Italia sta diventando sempre più un paese abitato e frequentato da ortodossi, provenienti dall’Europa Orientale e dal Mediterraneo.
È un fenomeno che si estende un po’ a tutti i paesi europei, in seguito ai grandi flussi migratori dell’ultimo decennio; ma dal punto di vista ecclesiale ed ecumenico, esso assume in Italia connotazioni particolari, sia per il numero (sono ormai milioni gli ortodossi d’Italia), sia per la speciale relazione con la Chiesa Cattolica e la Santa Sede. Sono tante le questioni da affrontare per rispondere alle attese dei fedeli di queste Chiese, e raggiungere una integrazione soddisfacente anche in ambito pastorale ed ecclesiastico, ma non possiamo che rallegrarci per la crescita di queste comunità, portatrici di splendide tradizioni spirituali tutt’altro che estranee alla storia cristiana d’Italia, anche se spesso troppo dimenticate. E formuliamo i nostri auguri ai loro pastori, in particolare all’Archimandrita Evangelios (Yfantidis), Segretario della Commissione di lavoro Panortodossa d’Italia, giovane prelato da anni impegnato nel servizio della comunione tra gli ortodossi e tutti i cristiani d’Italia insieme al suo metropolita Gennadios (Zervos).