23 Maggio 2012

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In attesa della Santa Pasqua

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Nell’imminenza della Pasqua di Risurrezione, che quest’anno verrà celebrata insieme da tutti i cristiani, il nostro augurio e il nostro desiderio si rivolge alle ragioni profonde dell’unità della Chiesa universale, il dono che scaturisce dal sacrificio di Cristo e dall’effusione dello Spirito nella Pentecoste. Mentre crescono gli sforzi e le iniziative per rendere più credibile ed efficace questa unità tra tutte le confessioni che proclamano la signoria di Cristo sul mondo e sulla storia, vediamo parallelamente acuirsi la tensione con quei gruppi e quelle comunità che, dall’interno delle Chiese stesse, cerca di offuscare e confondere la testimonianza di chi riconosce l’azione dello Spirito stesso tra di noi. Mentre i pastori di tutte le comunità, il Papa di Roma, i Patriarchi di Costantinopoli e di Mosca, i maggiori predicatori evangelici si espongono a favore di una rinnovata armonia, praticamente in tutte le aggregazioni ecclesiali si radicalizza l’opposizione di chi considera l’ecumenismo un’eresia (come hanno dichiarato gli ortodossi ciprioti) e l’unità dei cristiani un imbroglio. Questo avviene in modi più o meno eclatanti nei paesi cattolici d’Europa e del mondo, all’interno delle comunità ortodosse greche e slave, nel mondo variegato delle fraternità evangeliche più radicali. Potrebbe essere un segno che il cammino di unione sta imboccando una svolta decisiva, e i primi ad accorgersene sono proprio i difensori del particolarismo, del fondamentalismo, dello spirito diabolico della divisione e dell’inimicizia; anche nel Vangelo il demonio è il primo a riconoscere Cristo e la sua opera miracolosa. In ogni caso è un appello a ciascun fedele, a non cadere in facili illusioni né in oscure diffidenze. Il Signore Gesù è all’opera, instancabilmente, e offre in continuazione i mezzi per vincere ogni odiosa divisione, generata dal peccato; la preghiera del popolo in attesa della sua Parusia pasquale è che i mezzi della grazia non vengano inquinati dalla tentazione di fare di essi una fonte di potere terreno (sia esso “dall’alto” come “dal basso”), di controllo sulla coscienza dei più piccoli, di servizio ai principi di questo mondo.


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