23 Maggio 2012

Feed choice

Arabic news Ceneral Catholic News Eastern Church General news Il Punto Liturgy Medio Oriente Orient Russian news

I CRISTIANI E ISRAELE

  • PDF

Non vi erano dubbi sul fatto che il Sinodo delle Chiese Cattoliche del Medio Oriente avrebbe interessato l’opinione pubblica soprattutto per un aspetto di particolare importanza per la politica internazionale, vale a dire il rapporto con Israele.

E in effetti questa era probabilmente anche l’intenzione del Papa stesso: accendere i riflettori della Chiesa Cattolica sulle delicatissime problematiche della regione, di cui il conflitto israeliano-palestinese è quella decisiva, insieme allo status di Gerusalemme e alle condizioni disagiate delle stesse comunità cristiane.

Vi è però da rimarcare una quasi insuperabile distanza psicologica nell’approccio a questi problemi, che distingue i cristiani mediorientali da quelli occidentali. In Occidente, e in particolare in Europa, è diffuso nei confronti di Israele un doppio complesso, di inferiorità e di colpa: anzitutto a causa della “nostalgia” nei confronti della cultura originaria del cristianesimo, che rimane patrimonio del popolo ebraico, e quindi per la storica persecuzione nei confronti degli ebrei, costretti alla diaspora fin dai tempi dell’impero romano e cacciati dai territori di tutta Europa fino alla strage finale dell’Olocausto nazista. Lo stato di Israele appare così agli occhi dei cristiani occidentali uno spazio espiatorio per i propri peccati e le proprie vergogne.

Nulla di tutto questo esiste nella coscienza dei cristiani in Medio Oriente: essi non sono colpevoli delle persecuzioni antisemite del passato, e hanno saputo conservare un cristianesimo di diretta origine apostolica nei molti secoli di conflitti e oppressioni, soprattutto da parte dell’Islam, con il quale hanno dovuto imparare a convivere. I cristiani palestinesi, maroniti, caldei, copti, sia cattolici che ortodossi, si sentono in diritto di criticare Israele, difendere la causa palestinese e mettere perfino in dubbio la legittimità dello stato ebraico, senza per questo ritenersi politicamente scorretti; al contrario, danno forza alle loro parole testimoniando la loro capacità di resistenza in un contesto di sofferenze e ingiustizie sempre più intense, anche a causa delle stesse politiche occidentali (belliche e diplomatiche) nella regione.

L’unica via per non moltiplicare gli equivoci è quella di non spegnere i riflettori, anzi dare voce anche ai tanti cristiani mediorientali che vivono in Occidente, ne condividono i destini e i progetti, ma non abbandonano le proprie radici e le proprie Chiese materne. Questo aiuterà a comprendere il mondo anche da un altro punto di vista, ma soprattutto a dare all’annuncio del Vangelo, che proclama per tutti la pace e la giustizia, una dimensione più vera ed efficace, meno condizionata dai pregiudizi mondani.

S. C.



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News Google! Live! Facebook! StumbleUpon! Twitter! TwitThis Joomla Free PHP
Ultimo aggiornamento Martedì 26 Ottobre 2010 11:13
seoLinks