23 Maggio 2012

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BALCANI, SPECCHIO D’EUROPA

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zagabria-2La visita del papa Benedetto XVI in Croazia del 5 giugno scorso ha acceso i riflettori su una nazione e una Chiesa dal destino molto particolare e molto travagliato, che sta ora faticosamente trovando una sua via per superare le conseguenze dei vari conflitti e delle tante contraddizioni lasciate dalla “lunga notte jugoslava” dello scorso secolo. La Croazia rappresenta il bastione del cattolicesimo romano in una terra attraversata da storiche divisioni e ostilità etniche, politiche e religiose, in quel crogiolo balcanico in cui si sono riversate storicamente le tensioni dell’Europa intera fin dalle sue origini: in senso stretto, infatti, l’Europa nasce come barriera cristiana all’espansione islamica medievale, e le terre croate hanno costituito una delle linee di fuoco più turbolente di questo storico confronto di civiltà, come testimoniano soprattutto le vicende bosniache degli ultimi decenni.
I Balcani del resto sono anche la testimonianza geografica e culturale più evidente della principale causa della debolezza dell’Europa: la divisione dei cristiani al proprio interno. Il fallimento della missione evangelizzatrice dei fratelli Cirillo e Metodio nel IX ha lasciato gli slavi meridionali, pur etnicamente omogenei, drammaticamente separati nella forma rituale ed ecclesiastica, spaccando a metà tra cattolici e ortodossi quella componente orientale dell’Europa, gli slavi appunto, che avrebbero dovuto portare a compimento il disegno della cristianità europea già divisa tra greci e latini. L’Europa nacque divisa, e da sempre porta le cicatrici di questa ferita originale. Non è per caso che l’unica guerra interna al continente del postcomunismo si sia consumata proprio in quelle terre.
La visita del papa, breve e apparentemente minore nel complesso itinerario pastorale che dai tempi di Giovanni Paolo II contraddistingue il ministero petrino, giunge ora ad affermare la necessità di superare finalmente rancori e divisioni, e riprendere in mano il destino dei popoli europei senza tentennamenti, pena il definitivo fallimento di una civiltà che dei valori cristiani ha fatto da sempre il suo perno costitutivo: in un mondo disgregato e instabile, proprio dal punto di massima fragilità può venire un annuncio di nuova fondazione evangelica.

S. C.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Giugno 2011 20:21
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