SUPPORTING THE COPTIC CHURCH
“Supporting the Coptic Church, which is having a hard time”. After the massacre of Christians in Nag Hammadi last January and the progressive rise in fundamentalism, this is one of the urgent priorities the Church has to face in Egypt, according to father Santiago Devì, counsellor to the Apostolic Nuncio to Egypt, mgr. Michael Fitzgerald, who yesterday met the Italian delegation of the Agora of the Mediterranean, headed by father Francesco Pierpaoli, that until tomorrow will be visiting the country of the Pharaohs.
“The massacre of Nag Hammadi was a premeditated gesture of violence, driven rather by political reasons in which religion was just an excuse. These are attacks that try to destabilise the country, causing conflicts with the minorities. As there are no laws to control cult – stated mgr. Devì –, we cannot speak of religious persecution, but discrimination. It is important that the international community too takes a position before such facts and realises what the situation is in Egypt”. “The Government – the counsellor explained – controls politics and economy above all, and leaves the religious problem uncovered, thus creating fertile ground for some fundamentalist factions that want to have Islam as the only confession. That’s why I believe it is urgent to support the Coptic Church in this difficult situation”.
“Sostenere la Chiesa copta che vive in una situazione difficile”. Dopo la strage di cristiani di Nag Hammadi del gennaio scorso e la progressiva crescita del fondamentalismo, è questa una delle urgenze che la Chiesa deve affrontare in Egitto secondo don Santiago Devì, consigliere del Nunzio Apostolico in Egitto, mons. Michael Fitzgerald, che ieri ha incontrato la delegazione italiana dell’Agorà del Mediterraneo, guidata da don Francesco Pierpaoli, in visita, fino a domani, nel Paese dei faraoni. “La strage di Nag Hammadi è stato un atto di violenza premeditato, spinto piuttosto da motivazioni politiche in cui la religione è stata una scusante. Sono attacchi tesi a destabilizzare il Paese, provocando lo scontro con le minoranze. Non esistendo leggi che regolamentano il culto - ha affermato mons. Devì - non si può parlare di persecuzione religiosa, ma di discriminazione. E’ importante che anche la comunità internazionale assuma una posizione di fronte a questi fatti, rendendosi conto di qual è la situazione in Egitto”. “Il Governo – ha spiegato il consigliere – controlla in modo particolare la politica e l’economia, lasciando scoperta la questione religiosa creando così un terreno fertile per alcune fazioni integraliste che vogliono l’Islam come unica confessione. Per ciò credo sia urgente sostenere la Chiesa copta in questa situazione difficile”.
© SIR - 5 marzo 2010