I cristiani non sono uomini a una dimensione
Sant'Isidoro fu senza dubbio un uomo dalle contrapposizioni dialettiche
accentuate. E, anche nella sua vita personale, sperimentò un permanente
conflitto interiore, assai simile a quello che avevano avvertito già
san Gregorio Magno e sant'Agostino, fra desiderio di solitudine, per
dedicarsi unicamente alla meditazione della Parola di Dio, ed esigenze
della carità verso i fratelli della cui salvezza si sentiva, come
Vescovo, incaricato. Scrive per esempio a proposito dei responsabili
delle Chiese: "Il responsabile di una Chiesa (vir ecclesiasticus)
deve da una parte lasciarsi crocifiggere al mondo con la mortificazione
della carne e dall'altra accettare la decisione dell'ordine
ecclesiastico, quando proviene dalla volontà di Dio, di dedicarsi al
governo con umiltà, anche se non vorrebbe farlo" (Sententiarum liber iii, 33, 1: PL 83, col 705 B). Aggiunge poi appena un paragrafo dopo: "Gli uomini di Dio (sancti viri)
non desiderano affatto di dedicarsi alle cose secolari e gemono quando,
per un misterioso disegno di Dio, vengono caricati di certe
responsabilità... Essi fanno di tutto per evitarle, ma accettano ciò
che vorrebbero fuggire e fanno ciò che avrebbero voluto evitare.
Entrano infatti nel segreto del cuore e là dentro cercano di capire che
cosa chieda la misteriosa volontà di Dio. E quando si rendono conto di
doversi sottomettere ai disegni di Dio, umiliano il collo del cuore
sotto il giogo della decisione divina" (Sententiarum liber iii, 33, 3: PL 83, coll. 705-706)
(tratto da Udienza del Mercoledì 18 giugno 2008 - Santo Padre Papa Benedetto XVI)
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Giugno 2008 20:16